talvolta a Milano
Le notti milanesi sono ben strane. Il 75% delle volte non si fa praticamente nulla. Principalmente presenza. E a bagnarsi la gola ci si dimentica, finendo a chiacchierare con i pali a bordo marciapiede nel mezzo della notte. Ciao, come sei bella. E poi piu’ niente. E il tempo e il lavoro, e i soldi che non ci sono piu’. E i giovani nati gia’ stanchi, quasi lobotomizzati. Che l’importante e’ che i colori combacino e le linee smagriscano. E non ricordo quanta benzina rimanga, ma non e’ che mi daranno la multa? Il romanticismo viene lasciato a seccare, come le pelli senza corpo degli animali. E l’istinto si sopisce, ingordo di quotidianita’. Ingoiamo la voglia di andare, che con acqua e zuccchero si annulla il singhiozzo della fuga. Ma tu l’hai vista quella li’ senza mutande? E non importa se il nostro senso del pudore ritorna solo quando ce ne ricordiamo. Godiamo delle tragedie quotidiane, in silenzio, felici che non accada mai a noi, che morire di freddo e’ una spiacevole circostanza, e morire di noia un dono.
[V.V.]
