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L’uomo orchestra

Lui parla con la musica, non conosce altro linguaggio. E’ poeta di sogni, analfabeta di parole. Un giorno ti accoglie con un jazz, la sera ti addormenta con una sonata, quando ride saltano i gitani tutti. La sua malinconia veste tasti bianchi e neri, uno per pensiero. Con le dita delicate pizzica le solitudini, culla le incertezze. Quando piange tintinna il triangolo, ai suoi sospiri vibrano i violini. E’ l’uomo orchestra. Da solo produce melodie inaspettate.
Un giorno lo vidi passare. Scivolava via come un’ombra tra i rumori notturni, con la rapidita’ dell’acqua che scorre. E per un attimo infinito mi venne il desiderio di fermarlo, di parlarci. Mi avvicinai e timidamente gli chiesi “dove vai?”, lasciando le parole sospese nell’aria, afone. I suoi occhi mi guardarono per un attimo, sorridenti e giovani, e mentre socchiudeva leggermente le labbra, continuando a camminare, un piano inizio’ a risuonare, avvolgendo tutta la piazza.

E ci sono notti che nella solitudine di questa piazza vuota, ancora sento l’eco di quella musica. Le parole piu’ parlate.

[V.V.]

Posted 1 year ago / 3 notes / Tagged: valentina vasi, the flying elephant, Thoughts, ho visto un elefante volar, l'uomo orchestra,