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pensieri da un materasso bianco

Chiudo gli occhi e stanotte la citta’ si trasforma in mare. Quando ancora ridevamo, in un istante infinito. Quando non avevamo bisogno di guardarci per vederci. Quando tu ancora scalavi palazzi per me e attraversavi interi paesi, correndo allegro, in bilico sui piedi scalzi. Che le scarpe non servono quando sai gia’ dove stai andando.
E in questa strana notte riappare tutto. Le tue mani. Il tuo odore. I nostri respiri. Le piccole sicurezze perse in un istante, confuse tra il sudore e le risate. Toccarsi senza toccarsi. Ci siamo spogliati dei pensieri superflui. E’ bastato annusarsi. E gli odori sono difficili da dimenticare. Rimangono addosso, li assorbe la pelle, vi si amalgamano e confondono. Mi hai toccata. Prima che si adagiasse su di noi il velo della tristezza. Di cio’ che si puo’ e non si puo’. E in notti come questa mi piace pensare che ogni tanto ancora mi guardi, senza gli occhi, caduti e lasciati da qualche parte tra la sabbia e il mare. [V.V.]

Posted 1 year ago / 0 notes / Tagged: the flying elephant, valentina vasi, ho visto un elefante volar,