Guardarsi e non riuscire a smettere. Che piu’ ti avvicini e piu’ sei bello. Lo ripetono le mie labbra e le tue mani. Toccarsi senza possibile interruzione. Annusarsi e riconoscersi. Credo che funzioni cosi’. Basta un secondo, un momento di distrazione, le distanze si assottigliano e la linea di non ritorno e’ gia’ irrimediabilmente superata. E non importa se ci si conosce da un istante, tanto non si vedono parole, rimaste impigliate tra i vestiti gettati a terra. Ti avvicini in punta di piedi, come un tornado e ridi. Mi guardi. Ed e’ cosi’ che ti lascio entrare oltre gli occhi, sotto la pelle, fin oltre il respiro, nell’incosciente calma e serenita’ di chi non teme d’essere ferito. E ti accompagno dentro di me. Presente e solido. Nel peso di un attimo che non accenna a finire. Un attimo che fino a ieri non c’era e adesso c’e’.
[V.V.]