May 2013
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January 2013
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December 2012
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April 2012
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Guardarsi e non riuscire a smettere. Che piu’ ti avvicini e piu’ sei bello. Lo ripetono le mie labbra e le tue mani. Toccarsi senza possibile interruzione. Annusarsi e riconoscersi. Credo che funzioni cosi’. Basta un secondo, un momento di distrazione, le distanze si assottigliano e la linea di non ritorno e’ gia’ irrimediabilmente superata. E non importa se ci si conosce da un istante, tanto non si vedono parole, rimaste impigliate tra i vestiti gettati a terra. Ti avvicini in punta di piedi, come un tornado e ridi. Mi guardi. Ed e’ cosi’ che ti lascio entrare oltre gli occhi, sotto la pelle, fin oltre il respiro, nell’incosciente calma e serenita’ di chi non teme d’essere ferito. E ti accompagno dentro di me. Presente e solido. Nel peso di un attimo che non accenna a finire. Un attimo che fino a ieri non c’era e adesso c’e’.
[V.V.]
Le notti milanesi sono ben strane. Il 75% delle volte non si fa praticamente nulla. Principalmente presenza. E a bagnarsi la gola ci si dimentica, finendo a chiacchierare con i pali a bordo marciapiede nel mezzo della notte. Ciao, come sei bella. E poi piu’ niente. E il tempo e il lavoro, e i soldi che non ci sono piu’. E i giovani nati gia’ stanchi, quasi lobotomizzati. Che l’importante e’ che i colori combacino e le linee smagriscano. E non ricordo quanta benzina rimanga, ma non e’ che mi daranno la multa? Il romanticismo viene lasciato a seccare, come le pelli senza corpo degli animali. E l’istinto si sopisce, ingordo di quotidianita’. Ingoiamo la voglia di andare, che con acqua e zuccchero si annulla il singhiozzo della fuga. Ma tu l’hai vista quella li’ senza mutande? E non importa se il nostro senso del pudore ritorna solo quando ce ne ricordiamo. Godiamo delle tragedie quotidiane, in silenzio, felici che non accada mai a noi, che morire di freddo e’ una spiacevole circostanza, e morire di noia un dono.
[V.V.]
March 2012
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Che poi non e’ che ci sia una grande differenza.” —[V.V.]
February 2012
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Tutto avvizzisce e muore tranne i pensieri. Non conoscono decadenza i sogni, ne’ morte gli intenti.
E puoi toccarmi, girarmi, appendermi a testa in giu’, sezionarmi, cambiarmi forma e colore. Ci sara’ sempre qualcosa che di me mai potrai avere. Cio’ che piu’ vuoi. [V.V.]